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Una storia divertente

In bilinguismo, nel mondo on 4 novembre 2009 at 19:50
flickr.com.photos.bibanesi.2602137348Navigando tra gli articoli vari sul bilinguismo ho letto in un blog newyorchese, tra i commenti, una storia divertente, uno di quegli aneddoti che ci possono capitare ovunque, avendo dei bambini che crescono acquisendo due o più lingue contemporaneamente.
Una mamma americana, Julia Moran, probabilmente di origine russa, si trovava con la figlia  piccola di 3 anni in uno dei parchi dove, naturalmente, c’erano anche altri bambini, la bambina parlava russo però  e gli altri inglese. In inglese la parola “Die” significa morire, in russo invece  è un semplice “dammi”. Nell’euforia del gioco la bambina che parlava la lingua slava è corsa incontro a un bimbo urlandogli “Die, Die, Die”… La frase con la quale la mamma della bambina entusiasta ha descritto la reazione dell’altra mamma mi ha fatto sorridere non meno della storia in se: “Where upon, the boys mother, shielded her son from my “crazy” daughter”“Тогда мать мальчика оградила своего сына от моей “сумасшедшей” дочери”“allora la mamma del bimbo l’ha protetto..  dalla mia “pazza” figlia”.
Per fortuna entrambe le mamme avevano abbastanza di quel senso dell’umorismo per spiegarsi subito e vedere il lato ironico della situazione.  Se vi capita di cadere in un lapsus linguistico – raccontatelo! Ci fa bene avere un sorriso:)
La foto e’ da: http://www.flickr.com/photos/bibanesi/2602137348/
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  1. Ciao cara! Mi è piaciuto questo post, ironico e leggero. Pensavo, associando anche con quelli che sono i miei interessi, perchè non postare poesie e filastrocche in versione bilingue (cioè con versione originale in russo e relativa traduzione)? Sarebbe bello…
    un saluto dalla finestra 🙂

  2. Mi ha fatto ridere 🙂 .
    Tra italiano e svedese esistono diverse parole che hanno lo stesso suono, o un suono simile, ma significato nettamente diverso. Certe parole svedesi poi non sono usabili in contesti “educati” italiani.
    Sará da divertirsi quando mio figlio sará piú grande.

  3. 😀
    Capita qualcosa di simile anche con il “dai!” (nel senso di sbrigati! coraggio! su!) italiano. Qui in Spagna capita spesso -avendo una bimba di 10 mesi- di doverle far sputare qualcosa che si mette in bocca -sabbia, sassi etc…- ed il mio “sputa! sputa!” concitato deve suonare proprio male alle mamme spagnole :-S

  4. Ma a me è successo lo stesso con il “dai” italiano! Scena: in Spagna (tra l’altro) in Erasmus, tutti in posa per una foto. Il fotografo è un americano. Una mia amica un po’ impaziente lo incita: “Toma la foto, dai, dai, dai”, e lui (preoccupatissimo): “d-die?!?!”.
    La scena è passata alla storia!

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