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Bilinguismo a ritmo di musica

In educazione bilingue, musica on 6 novembre 2009 at 22:57
Questo autunno abbiamo iniziato a frequentare l’asilo (19 mesi d’età), anzi spazio baby quindi meta della giornata, che per me andava pure bene, sempre considerando che vorrei creare una fascia oraria sufficiente per me e mio figlio per stare insieme e nel frattempo parlare solo in russo.
Poco tempo fa in questo asilo ci hanno proposto un corso di musica per i nostri piccoli. La famosa “musica in fasce”, che ormai la fanno in tantissimi posti, l’avevo già conosciuta dall’anno scorso. L’ho trovata tramite
l’associazione AIGAM (qui potete leggere tutto sull’insegnamento etc.) ed era un corso dimostrativo e pure gratis, che consisteva in 4 lezioni-concerto per i bimbi piccini, ci siamo andati ed era divertente. Il corso in se è diverso dal “concerto” però finché gli occhi del bimbo riflettono curiosità ed interesse sono convinta e tranquilla.
La musica c’è stata sempre nella mia vita, tra le prime memorie che ho c’è mio padre che suona il pianoforte, tanto sole che passa dalla finestra ed io seduta accanto al pianoforte appoggiandomi sul muro per terra perché si sentiva il suono in modo più divertente:) ero piccola.. Riducendo tutti i miei discorsi un po’ riflessivi vorrei dire che la musica sta entrando nella vita di mio figlio un po’ come il russo – in modo naturale. Farei tanto per avvicinarlo alla musica, sapendo che mondo può apparire conoscendola e avendo delle capacità sviluppate per sentirla meglio.
In realtà, volevo arrivare ai vantaggi dell’ educazione musicale anche alla luce dell’acquisizione linguistica e del legame tra musica e linguaggio in generale.

muskid In questo momento (quasi 21 mesi d’età) il nostro piccolo cerca di dirci molto, prova a ripetere le parole che sente e spesso è una scena irripetibile, piena di emozioni e addirittura di sforzo muscolare evidente:) è un momento di nuove scoperte, come ad esempio cantare con le parole e quindi partecipare in un nuovo gioco. Nel frattempo si impara!

Info:
Ricerche all’Università di Long Island, Joseph Piro, Ph.D, hanno mostrato che la capacità di ascolto musicale tra i bambini che studiano il pianoforte è più sviluppata, il che a suo tempo potrebbe aiutarli a sentire le parole meglio e “archiviarle” in modo più efficace per l’utilizzo in futuro.
Un altro parere professionale viene da una logopedista/terapista del linguaggio Claire Bolton sul perché la musica dà aiuto allo sviluppo del linguaggio:
* La musica, come una lingua, ha delle regole e delle strutture grammaticali;

* cantare le canzoni é un modo divertente per imparare nuove parole ed essendo ripetitive diventano un fattore importante di sviluppo e di miglioramento della capacità di parlare la lingua;

* una canzone assicura una certa sequenza di parole in se;

* il ritmo presente in una canzone aiuta ad associare il fare (l’azione) con la parola, quindi dona a capirne il significato.

Quanto è semplice la logica che lega la musica e linguaggio, ma quanto è complessa..

Fonti: http://www.childrenhealthmag.com

http://www.early-childhood-development.suite101.com

Foto: http://www.flickr.com/photos/drp/23685569


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  1. Interessantissimo questo post!
    Ultimamente il tema del plurilinguismo e’ piuttosto popolare, si fa molta ricerca, se ne parla molto, le madri -almeno qui in Spagna- mandano i loro figli alle scuole straniere perche’ apprendano l’inglese fin da piccoli, ma spesso si dimentica che anche la musica, la pittura, la danza, la matematica (…) sono linguaggi (internazionali!) a tutti gli effetti, seppur piu’ astratti, stimolanti per il bambino quanto -e forse un giorno scopriremo “piu’ “- dell’apprendimento di una seconda, terza lingua. Ora scappo al lavoro, ma tornero’ con piu’ calma sui link che hai segnalato! Grazie! Buon sabato 🙂
    Eleonora

  2. Davvero interessante questo post!

  3. Interessantissimo questo post!!!il fenomeno della ripetitività è molto molto interessante perchè è un po’ la modalità in cui il bambino autodidatticamente impara; un bambino non si stanca mai di ascoltare la stessa filastrocca, specie se comporta parole, suoni e gesti: richiede la ripetizione dello stesso gioco anche cento volte senza stancarsi mai e, probabilmente ha una capacità molto più profonda degli adulti nel trovare ogni volta una sfumatura diversa che lo intrattiene e diverte di più. Ho due nipotini di 21 e 23 mesi. Seduti insieme sulla mia gamba destra e sinistra possono ascoltare il gioco di ‘piazza bella piazza’ all’infinito ridendo come matti. La loro gioia è contagiosa. Il ritornello di una canzone o quello di una musica li educherà ad un’armonia speciale con se stessi e il mondo che li circonda

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