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Dialetto in Bilinguismo

In bilinguismo, educazione bilingue, nel mondo on 22 dicembre 2009 at 21:15

Sicilia – Germania – Sicilia

Una storia personale

È una storia linguistica personale contraddittoria: vari tipi di bilinguismo in diverse fasi della crescita ed un approccio pratico dei genitori, credo che succeda spesso così. La vita degli emigrati, impegnata nella ricerca di una vita migliore per la famiglia, per i propri figli, quanto spesso riceve un consiglio professionale in una nuova situazione linguistica?

La mia protagonista è una mamma trilingue di 2 figlie, nata e cresciuta in Germania, di cui ho scritto qui. Fino all’età di 3 anni C. sente a casa l’italiano o il dialetto (zona Palermo), poi arriva il momento di andare all’asilo dove si parlerà il tedesco e i genitori, essendo ormai da 20 anni in Germania considerano il proprio tedesco sufficiente, decidono di passare a casa proprio alla lingua del luogo. L’italiano rimane una lingua di necessità per comunicare con il resto della famiglia rimasta in Sicilia o emigrata a sua volta in Belgio, Francia e Stati Uniti. Nel frattempo nasce il fratellino e avendo dei problemi di udito i genitori diventano ancora più convinti nel parlare solo ed esclusivamente il tedesco con i propri figli.

Più tardi, all’età della scuola media, la nostra futura mamma inizia a frequentare un dopo-scuola italiana dove quotidianamente si fa un ora di lingua italiana. Per il resto il tedesco è diventato ormai la lingua predominante, naturalmente usata ovunque.

Il tema del dialetto nel bilinguismo è molto interessante e sicuramente molto attuale in Italia, se ne possono distinguere 3 diversi tipi:

Il bilinguismo orizzontale – due lingue differenti hanno uno status ufficiale e culturale (per i catalani sia il catalano che lo spagnolo).

Il bilinguismo verticale – una lingua standard coesiste con un dialetto simile.

Il bilinguismo diagonale – una lingua standard coesiste con un dialetto diverso.

L’abbandono della lingua madre da parte di genitori con i propri bambini, che si trovano in un paese che li ospita, ancora oggi è una situazione che può, purtroppo, presentarsi spesso.  Per fortuna nel caso di mamma C. gli eventuali problemi come la diglossia, il rallentamento nell’apprendimento scolastico etc. non si sono creati, però il rischio di avere delle complicazioni è sempre molto elevato.  Questo tema dell’abbandono è chiaramente descritto nel libro citato in Linguaggio intorno ai 20 mesi scritto da Barbara Abdelilah-Bauer.

Fonte: http://culturitalia.uibk.ac.at/siena/97_2/piccio.htm

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  1. I tuoi post sono sempre interessantissimi! Quella del dialetto è, in effetti, una tematica piuttosto sentita ora in Italia. Io, purtroppo, derivo da una situazione di dialetto poco e passivo, perchè ai tempi i miei nonni pensavano che fosse cosa da ignoranti parlare dialetto… Peccato.

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