nivels

Ho letto Gad Lerner..

In bilinguismo, educazione bilingue, libri, nel mondo on 1 giugno 2010 at 10:37

“Tuttora la sua conversazione tortuosa riesce a stregare l’interlocutore nonostante, anzi, direi per merito anche degli strafalcioni linguistici di cui è costellata. Mostra di saperla lunga su ogni argomento, sfoggia credenziali altisonanti, dichiara di aver viaggiato in ogni dove. Una vita di successi che è l’esatto contrario di quella sfortunata che ha vissuto. Un tragitto disseminato di buche, il suo, come testimonia l’eloquio maldestro tipico delle persone cresciute senza una lingua madre. Chi invidia questa specie particolare di poliglotti per il numero di lingue con cui sono in grado di arrangiarsi sottovaluta quale vuoto concettuale e sentimentale provochi dentro di loro il pensare, il sognare, l’emozionarsi senza possederne davvero neppure una. Parlare tante lingue, ma tutte male perché la tua non esiste.”

Volevo citare questa piccola parte del libro appena letto, la parte che tratta lo stato d’animo nascosto dietro un multilinguismo, non sempre per scelta, naturalmente nelle situazioni di vita lontane dall’essere triviali. La mia, sicuramente, non è così tragica. E comunque, tra i tre luoghi e le lingue vissute, riesco a percepire le parole di Lerner e vedere l’importanza delle nostre scelte per i figli. Se volete crescere i vostri bimbi bilingue, pensate di farlo bene…

Foto: La Libreria Galignani a Parigi

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  1. è molto bella la citazione che metti e la riflessione che fai. Ho conosciuto genitori che si sono trovati nelle condizioni di educare una figlia bilingue ma non hanno mai pensato ad un metodo strutturato o coerente o semplicemente una direzione da seguire. gli parlavano indistintamente e senza criteri l’italiano e lo spagnolo mescolandoli assieme in una brodaglia incomprensibile. La piccola spiccicava poche parole e solo in spagnolo. Probabilmente perché era stata l’unica esperienza di lingua coerente che ha vissuto stando all’asilo. Ora vivono in canada dove si parla il francese. non so cosa ne sia del suo apprendimento ma immagino sia stato difficile per lei abbandonare il mondo linguistico spagnolo…

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