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Il valore della sincerità in educazione bilingue

In educazione bilingue on 27 settembre 2010 at 14:25

Il seguito della conversazione con la dottoressa Orelli,  iniziata qui:

L’importanza della sincerità tra il bambino e la madre /padre, che valore ha?

Più che di sincerità, che si riferisce a quanto viene comunicato, detto a parole al bambino, io parlerei di autenticità, cioè della capacità di saper ascoltare le proprie emozioni e di agire di conseguenza.

Una buona domanda da farsi, anche in relazione a quanto stiamo discutendo, è: “se io fossi al posto del mio bambino, come mi sentirei in questo momento?” cercando di identificarsi in lui per evitargli situazioni di eccessivo stress.

Il livello di frustrazione che l’ambiente procura ad un bambino dovrebbe sempre essere ottimale, per promuovere un sano sviluppo intellettivo ed affettivo, come ci insegna Winnicott. Ma per fare ciò occorre anche saper “regredire” al livello infantile, recuperare la memoria, più corporea che verbale, della nostra infanzia; purtroppo da adulti questa capacità spesso si perde.Questo è il motivo per cui, se si decide di adottarlo, è altamente auspicabile utilizzare il metodo del “fare finta di non capire” in momenti di relax o di gioco, in cui è possibile negoziare la modalità comunicativa, giocare appunto, trasformare questa strategia in una sorta di piccola complicità fra genitore e figlio, rispettando sia l’emotività del bambino, che la propria, che gli obiettivi pedagogici che ci si è prefissati.

La domanda che mi poni ha inoltre un’importante eco morale.

Il corpo del bambino comunica molto più della sua lingua ancora incerta (o le sue lingue) e, come analista bioenergetica io credo fermamente nella necessità d’integrare la sfera cognitiva e la sfera affettiva, integrazione che avviene necessariamente attraverso il corpo.

Se la mamma ed il papà s’impegnano a comunicare con il figlio rimanendo connessi con le proprie emozioni ed i propri sentimenti, ascoltando e rispettando non solo il messaggio verbale, ma anche e soprattutto i tanti messaggi non verbali che il bambino gli invia (collegati alla respirazione, alla qualità della voce, al ritmo e al timbro, alle espressioni del volto, alla postura, allo sguardo, allo stato di rilassamento, tensione o contrazione muscolare) riusciranno a “sentire” ciò di cui il bimbo ha bisogno in quel momento, e si verrà a costituire naturalmente una sana morale nel bambino, co-costruita all’interno di una relazione autentica, empatica ed amorevole con i suoi genitori.

La nostra morale adulta, la capacità di essere onesti, di rispettare gli altri esseri umani e tutte le creature viventi affonda le proprie radici nell’esperienza di essere stati trattati con amore, onestà e rispetto dai nostri genitori.

Alexander Lowen 1910-2008, è stato uno psicoanalista e psichiatra statunitense, il fondatore della scuola terapeutica di Analisi Bioenergetica. L’intervista con Lowen!

L’immagine è di Gapchinska

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