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Stimolare il bilinguismo attivo a 3 anni

In a casa parliamo così, bilinguismo, educazione bilingue on 28 giugno 2011 at 20:47

Русская версия

Nell’educare i bambini bilingue l’esperienza è fondamentale, l’esperienza degli altri e quella propria. L’esperienza propria viene con il tempo, sull’esperienza degli altri si può iniziare a riflettere nel momento in cui l’idea di educare i figli bilingue nasce nella mente di un genitore. Ho trovato utile anche la mia esperienza personale, avvenuta in età più adulta, nell’acquisizione delle lingue straniere.

Spesso chiedo a mio figlio di rispondermi in russo. Chiedermi qualcosa in russo, ripetere. Sto cercando di stimolare FF ad utilizzare la lingua ed ogni volta percepisco quanto è delicato il momento di questa richiesta. Normalmente il piccolo mi risponde senza proteste ed è allora che sento che non ha nessuna difficoltà. A volte sento, in russo:

“Mamma, è difficile:))”

E’ il momento di cedere. Da tempo abbiamo inventato un gioco, se lo permette la situazione del momento (non siamo troppo presi da quello che stiamo facendo e ci si può distrarre per un’attimo).

Proponevo spesso a FF:  “Diciamolo lentamente.”

Ora mi dice lui: “Mamma, lentamente.”

Iniziamo a ripetere LA PAROLA con le sillabe, insieme. Più tardi FF ripete da solo, dopo di me, sempre con le sillabe. Il gioco mi ricorda moltissimo la mia scuola inglese, dove bisognava impegnarsi. Studiavamo ogni giorno anche a memoria, il giorno dopo ci interrogavano e non c’era verso di non sapere il testo o di non capirlo. Oggi non sto valutando se il metodo fosse giusto o sbagliato, per fortuna gli insegnanti erano bravi e preparati ed organizzavano le lezioni in modo divertente.

Sto pensando che il bilinguismo precoce simultaneo, nonostante la sua assoluta naturalezza, prima o poi affronta il bisogno dello studio. Non solo la presenza fisica nell’ambiente della 2-da lingua, ma anche l’attenzione pensata ai detagli ed ai particolari della lingua stessa. Certo, tali “lezioni” devono necessariamente essere adatte all’età del bambino. Hanno bisogno di essere divertenti ed interessanti. A proposito, è anche un modo per sviluppare la capacità di superare le difficoltà dello studio.

Stephen Krashen sostiene che tutti noi apprendiamo le lingue secondo un unico schema. Nel video-post si può trovare una lezione del professore-entusiasta sull’acquisizione della seconda lingua. L’ho trovata molto interessante!

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I verbi

In a casa parliamo così, bilinguismo on 21 giugno 2011 at 10:30

Tutti i bambini all’età di 3 anni fanno degli errori ed è naturale. Non sarebbe immaginabile che inizino a parlare come dei signori colti ed adulti. Gli errori possono variare dalla difficoltà di pronuncia di alcuni suoni alle parole formate contemporaneamente dalle due lingue etc. La fase “dell’errore previsto” probabilmente l’abbiamo superata, ancorchè l’accento sbagliato nei verbi italiani ci sorprende moltissimo (voglio mAngiare, devo sEdere)…  Mi sarei potuta aspettare un simile fenomeno nella lingua russa, essendo una lingua minore. A dispetto di ciò credo che questi errori si presentino in una fase più avanzata dello sviluppo della lingua e quindi, in russo, si presenteranno in futuro:)

Sto cercando di trovare sul web delle informazione a proposito dell’accento sbagliato come l’errore dei bilingue. Sono riuscita a trovare solamente un’accenno (in russo/svedese) che tale errore può essere considerato tipico dei bambini bilingue. Tutto qui.

I bambini che conosciamo, bilingue o monolingue, non fanno questo tipo di errori. Per lo meno non l’ho mai notato. Mi sembra chiaro che ci sia un’influenza forte della lingua russa nei confronti della lingua italiana e viceversa. Cercando di analizzare il sistema degli accenti  dei verbi russi non trovo nessun sistema. Le regole, certamente, non le ricordo e nonostante questo ho dei chiarissimi ricordi che le eccezioni erano sempre di più…

So che gli accenti torneranno ad essere giusti eppure è troppo interessante come si influenzano le lingue nel periodo dello sviluppo del bilinguismo precoce.

La generazione digitale

In a casa parliamo così on 7 giugno 2011 at 09:40

L’altro ieri,  finita la cena e ricordando a FF di dire “Grazie”, è andato a… cucinare. E va bene, è un organismo che cresce, mi ha detto “mamma, devo cucinare”. Invece io cercavo di convincerlo a fare la doccia. Giro intorno alla sua cucina microscopica e vedo, nella parte laterale, divisa a piccoli quadretti (..un tocco del design) che il ragazzetto sta “digitando” con le sue piccole dita… aspetto di vedere che cosa sta succedendo… vedo un movimento, come fosse su un touch screen. HA FINITO DI IMPOSTARE la temperatura! Per la cronaca – noi, a casa, il forno lo abbiamo del tutto normale e assolutamente lontano dall’essere digitale. “Eccolo lo spirito del domani”, ho pensato. OPEN MIND.

Inter-libro per i bilingue

In bilinguismo, educazione bilingue, libri on 25 maggio 2011 at 20:46

Questo libro merita un’attenzione particolare. Non ci troverete neanche una parola, libertà pura per voi e per i vostri figli. La sceltà è assoluta – dalla lingua fino ai dettagli narrativi.

Il nostro libro si chiama “Il pappagallo di Monsieur Hulot“, credo che il nome del soggetto vi possa dire qualcosa. Il famoso personaggio di Jacques Tati, tra l’altro interpretato dal regista stesso, ha una serie di storie, sempre comiche, sul romantico Monsieur Hulot. Questa volta Monsieur Hulot si innamora e acquista… un pappagallo, che dovrebbe aiutarlo nell’avvicinarsi alla sua amata.

L’interpretazione è personale, abbiamo pensato noi che fosse così, però il bello è che le bellissime illustrazioni di David Merveille e la sua nuova storia di Hulot lasciano tanto, ma tanto spazio per l’immaginazione da esprimere.